Sondino si o sondino no?

Siamo in primavera e con l’estate alle porte l’argomento di discussione principale è sempre lo stesso: la dieta.

Sul tema della nutrizione, molti formulano le proprie “teorie dimagranti”, sentendosi quasi in dovere di dispensare consigli. Superficialità e banalità non vanno

Estesi su di un tema così importante e complesso come quello della giusta nutrizione. Un esempio su tutti è rappresentato dalle  cosiddette e spesso fantomatiche intolleranze alimentari: occasione di autentica speculazione e ruberia.

Ultimamente si parla molto della dieta del sondino, dieta definita iperproteica con alta capacità dimagrante ma con un elevato rischio di riprendere peso velocemente.  Se dovessi parlare da “Nutrizionista”, ossia da studioso del buon e sano mangiare, dovrei esprimere un parere sicuramente negativo riguardo a questa tecnica e invece, cari lettori, studiando il vero principio di questa metodica mi sono reso conto che questa tecnica, utilizzata solo per chi ne ha veramente bisogno, non è affatto errata!

Cominciamo per gradi:

 

  • Innanzi tutto la metodica NEP non è una tecnica che dura nel tempo, bensì limitata a 10/14 giorni.

 

  • La metodica NEP non è una dieta iperproteica,  si danno le proteine in base al proprio fabbisogno proteico giornaliero, ossia la stessa quantità che verrebbe inserita in una dieta mediterranea equilibrata.

 

  • La metodica NEP non attacca assolutamente massa magra dato che si soddisfa il fabbisogno proteico e quindi, fisiologicamente parlando, il nostro corpo non avrebbe nessun motivo per adare a richiamare le proprie proteine tissutali per produrre glucosio(è chiaro che il tono muscolare scenda un po’,ma viene ripreso i pochissimo tempo dal termine della terapia).

 

  • La metodica NEP  non abbassa il metabolismo. In molti pensano che dando una quota calorica bassa tramite le proteine vi sia un abbassamento del metabolismo. Non tutti sanno che l’eliminazione dell’introito di glucosio provoca un abbattimento  temporaneo della produzione di insulina, l’aumento della produzione di GH, aumento della lipolisi con conseguente utilizzo dei grassi per soddisfare il fabbisogno energetico, aumento produzione di catecolamine, tutte azioni che portano il corpo ad una produzione endogena  di calore ed energia e che quindi, inevitabilmente, fanno alzare il metabolismo o, perlomeno, lo mantengono stabile.

 

Come accade in tutte le cure particolari, vi sono sia pro che contro. Nel caso della metodica NEP i contro sono molto limitati; il più importante è un possibile affaticamento renale il quale può essere benissimo contrastato attraverso l’utilizzo di un drenante il quale facilita il rene all’espulsione dei corpi chetonici( l’acetone, l’acido acetoacetico e l’acido beta-idrossibutirrico) .

A mio credere l’unico vero problema interessa l’ambito psicologico. Prima di mettere in atto questa metodica è necessario che il paziente capisca che questo è un incentivo ad un  cambiamento radicale di vita, un metodo che lo porterà a cambiare il proprio rapporto con il cibo, non un metodo essenzialmente che curi lo stato ponderale dell’obeso. Si rischia di entrare in un circolo vizioso senza fine, dove il paziente si senta autorizzato a poter mangiare di tutto dato che ha la “cura a portata di mano”, è ciò potrebbe creare diversi disturbi psicologici e fisici. E’ fondamentale spiegare queste sfaccettature all’interessato e, nel caso lo si ritenga opportuno, proporre una consulenza di tipo psico-motivazionale.

La NEP è solo l’inizio di un cambiamento di stile radicale di vita, un cambiamento che ci porta verso una vera dieta la quale, seguendo l’etimologia, non è nient’altro che uno stile di vita sano e perpetuo, stile basato sul buono e ben mangiare, nonché sull’attività fisica.

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